Come inciampare nel principe azzurro di Anna Premoli

Quasi dieci anni e non li dimostra. Come inciampare nel principe azzurro di Anna Premoli (Newton Compton Editori) è ancora un romance fresco, frizzante, vivace. Un ottimo punto di partenza per scoprire la scrittrice di origine croata ma naturalizzata italiana, premio Bancarella nel 2013 con un altro best seller: Ti prego, lasciati odiare.

Maddison Johnson è una donna di ventisette anni che lavora in un’agenzia finanziaria. Non è esattamente il lavoro dei suoi sogni, ma stringe i denti e va avanti, grazie anche al supporto della migliore amica Jane e del suo capo John.  La madre, al contrario, la stressa continuamente: vita sentimentale, professione, casa, abbigliamento, tutto passa sotto il suo occhio ipercritico e i giudizi taglienti. Anche per questo Maddison vorrebbe trasferirsi nella sede newyorkese dell’agenzia ma invece che a New York viene mandata a… Seul, in Corea del Sud. E, non bastasse, il suo nuovo superiore è il quantomeno ambiguo Mark Kim, molto affascinante ma anche molto antipatico. Praticamente l’opposto di Mads. Inutile dire che è odio a prima vista, moltiplicato dal fatto che a Seul abiteranno nello stesso condominio ritrovandosi a scontrarsi a ogni piè sospinto.

Nonostante riesca a trovare un certo affiatamento almeno con gli altri colleghi di lavoro, per la nostra protagonista è difficile ambientarsi in una città così radicalmente diversa da Londra. Non riesce a imparare la lingua, il cibo è quanto di più distante dai suoi gusti, le usanze incomprensibile e lei forse troppo poco disponibile a impegnarsi ad accettare il cambiamento, anche perché Mark non le rende certo le cose più semplici col suo costante paternalismo, i modi bruschi e i repentini sbalzi di umore, gli eccessivi scatti di temperamento che portano, nemmeno troppo velatamente, il lettore a pensare che sotto il ghiaccio il fuoco avvampi. Ma vale per entrambi? C’è davvero qualcosa che può sbocciare tra due persone tanto incompatibili come Maddison e Mark? O è solo il paternalismo ossessivo del ragazzo, il suo bisogno di controllare ogni cosa, inclusa la nuova collega?

Se in un romance il finale può, talvolta, apparire scontato, la regola non si applica alle strutture narrative architettate da questa autrice, alla caratterizzazione dei personaggi (molto precisa e che consente un’immediata empatia con la protagonista, A tratti, per quanto mi riguarda, anche col protagonista maschile), allo studio degli ambienti – qui troviamo una Seul descritta con particolare accuratezza, una marcia in più giacché consente di conoscere una civiltà che molti di noi (io per prima) forse non avrà mai modo di esplorare dal di dentro. Anche questa è cultura.

E come non evidenziare lo stile dinamico, ironico e coinvolgente, i dialoghi frizzanti da slapstick comedy (divertenti e non scontati)? Ho apprezzato anche che i personaggi secondari restassero di qualche passo indietro, non proprio tappezzeria ma nemmeno impelagati in sotto-trame improbabili e, mi si consenta, allunga-brodo, che avrebbero sottratto a Mads e a Mark il giusto tempo per capire chi sono e chi vogliono essere, sbarazzarsi di pregiudizi e trovare la propria strada. Insieme? Non nascondiamoci dietro a un dito, romance è sinonimo di lieto fine (anche se ricordo eccezioni eclatanti, Io prima di te, di Jojo Moyes, per dirne uno…).

Non è certo l’originalità che il lettore cerca in questo genere letterario, o almeno non originalità di trama e conclusione. Ma l’originalità può essere altrove, nello stile, nella costruzione dei personaggi, negli inciampi che i nostri due eroi devono affrontare, nei plot twist e… e in tante altre cose che non vi faranno pentire di aver letto – come mi auguro che farete – Come inciampare in un principe azzurro di Anna Premoli.

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