Un raggio di sole blu di Giorgia Facciolla

Un raggio di sole blu di Giorgia Facciolla (Adessoscrivo Edizioni) è una carezza lunga cento dolcissime pagine, una carezza che l’autrice fa al lettore e il lettore a se stesso e a chiunque ne consigli la lettura.

Giorgia è nata a Putignano, comune dell’Area metropolitana di Bari, e vive ad Alberobello, altro famosissimo centro della nostra provincia e Un raggio di sole blu è il suo romanzo d’esordio, un romanzo che ti rapisce dalla splendida illustrazione di copertina fino all’ultima parola (che arriva fin troppo presto, ahimè).

La storia è quella di Mya, giovane pugliese di 21 anni, che decide di lasciare il suo paesino «dove la stagione estiva inizia ad aprile e finisce a ottobre, mentre l’inverno sembra durare un’eternità» ed espatriare – come è tornato a dirsi oggi di quei giovani che lasciano l’Italia in cerca di una migliore fortuna in altri paesi – a Londra.

Curiosa, empatica, ma anche coraggiosa, prima di partire Mya si fa tatuare un ombrello perché «dicono che non può piovere per sempre, ma io credo in chi ha la voglia di stopparla questa pioggia rimboccandosi le maniche». Londra è quanto di più diverso si possa immaginare da un pittoresco ma pur sempre povero (soprattutto di opportunità) borgo dell’Italia meridionale. Tuttavia Mya riesce subito a legare con i suoi nuovi coinquilini (Ludovica, in particolare), a trovare lavoro e un nuovo, meraviglioso, amore. Sembra tutto perfetto ma la nostalgia è davvero canaglia e, in definitiva, i lieto fine forse non sono altro che nuovi punti di partenza, mentre le partenze, a volte, finiscono per coincidere esattamente con gli arrivi. Eppure…

Eppure dovrete leggere questo breve romanzo per entrare nel cuore di Mya (che, a sua volta, entrerà nel vostro) e vivere insieme a lei emozioni e sentimenti che spesso sentiamo come nuvole che nascondono il sole, ma basta aspettare la schiarita per vedere l’arcobaleno, per vedere, anzi, quel raggio di sole blu che colpisce e arriva nella parte più profonda di ognuno di noi portando serenità e saggezza.

Scritto come un diario, con ogni capitolo che inizia con una parola preceduta da un hashtag come se fosse un post di Instagram – scelta di grande impatto non solo visivo, perché implica un moto di comunicazione, uno slancio empatico immediato tra autore e lettore, esattamente come accade sui social – Un raggio di sole blu fa scivolare tra le parole temi sempre molto attuali senza alimentarli di morbosità come in altri libri: l’amicizia e l’amore, certo, ma anche i disturbi alimentari, la depressione, la solitudine. Lo fa con la semplicità di un lessico che non si nasconde dietro a grandi parole ma esprime con delicatezza la profondità del suo messaggio. Lo fa con uno stile leggero ma prezioso come la seta. Lo fa, innanzitutto, con tutta la sensibilità che una giovane donna ha saputo convogliare «per sentirsi viva e per splendere», qualcosa che ognuno di noi dovrebbe saper ricordare.  

«Sono sempre stata convinta che la cosa più difficile fosse il perdono. Saper perdonare significa, probabilmente, essere consapevole di mettere nuovamente a rischio il proprio cuore, significa aprirsi, dare una seconda possibilità, dare fiducia. Chi è disposto a fare questo? Chi, realmente, quando diciamo: “Sì, ti perdono”, non è ancora aggrappato al dolore privato?»

Un incipit già formidabile per un esordio formidabile, Un raggio di sole blu di Giorgia Facciolla è una coccola che illuminerà di sana bellezza le vostre ore di lettura.  

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